Silvia Bencivelli, Le mie amiche streghe – p. 102

Cioè detesto le cose semplici, soprattutto se sono anche sbagliate. Detesto le persone che si credono speciali e che cercano patenti di unicità in posti dove la natura ci ha dato complessità, ma non singolarità. Detesto chi la fa facile, detesto i puri e le anime candide. Detesto quelli delle arringhe tecnofobiche contro internet, che un tempo potevano essere «di sinistra» mentre oggi sono sinceramente conservatori. Detesto quelli che si credono colti perché ascoltano la classica alla radio, o perché vanno ai festival culturali. Detesto quelli che dicono che le donne, eh le donne, le donne sono superiori, e soprattutto sono «multitasking». Detesto quelli che i giovani, eh i giovani, ah i giovani, e poi scopri che intendono i minori di 45 anni. Detesto chi si affida alle euristiche: quelle del bel tempo che fu e quelle delle multinazionali del terrore, quelle dei servi del potere e quelle del buon selvaggio, quelle dei politici ladri e quelle dell’Italia primo paese al mondo per patrimonio gastroagroculturalpaesaggisticoarcheologicoartisticonaturale.