Silvia Bencivelli, Le mie amiche streghe – p. 10

Uno, due, tre, quattro. Poi mi sono accorta che se, invece di sommare uno, poi uno, poi uno, poi uno, sommavo dieci alla volta, facevo un salto. Allora ho sommato dieci, poi dieci, poi altri dieci. Undici, ventuno, trentuno, quarantuno. E poi cento e poi cento, e poi mille e altri mille. E poi milleuno. Millecento. Millecentouno. Potevo contare fino a quanto mi pareva! E l’infinito in quel momento è stato mio.