Umberto Eco, Apocalittici e integrati – p. 210

Il personaggio dei fumetti nasce invece nell’ambito di una civiltà del romanzo. Il racconto in auge presso antiche civiltà era quasi sempre il racconto di qualcosa già avvenuto e già conosciuto dal pubblico. Si poteva raccontare per l’ennesima volta la storia di Orlando Paladino, ma il pubblico già sapeva cosa era successo al suo eroe. […] La tradizione romantica (e qui non conta se le radici di questo atteggiamento si pongano assai prima del romanticismo) ci offre invece un racconto in cui l’interesse principale del lettore viene spostato sull’imprevedibilità di quello che avverrà, e quindi sull’invenzione dell’intreccio, che viene a porsi in primo piano. La vicenda non è avvenuta prima del racconto: avviene mentre si racconta, e convenzionalmente l’autore stesso non sa cosa succederà.