Umberto Eco, Apocalittici e integrati – p. 184

Non è un paradosso sostenere che conosciamo meglio Julien Sorel di quanto non conosciamo nostro padre. Perché di nostro padre ci sfuggiranno sempre tanti aspetti non capiti, tanti pensieri taciuti, azioni non motivate, affetti non detti, segreti custoditi, memorie e vicende della sua infanzia… Mentre di Julien Sorel noi sappiamo tutto quello che occorre capire. Ecco il punto: nostro padre appartiene alla vita, e nella vita, nella storia (direbbe Aristotele), tante cose accadono l’una di seguito all’altra senza che noi possiamo cogliere il gioco complesso dei loro nessi. Mentre Julien Sorel è opera di invenzione e di arte, e l’arte sceglie e compone solo ciò che conta ai fini di quell’azione e del suo organico e verosimile svolgimento.