Umberto Eco, Apocalittici e integrati – p. 180

Ci pare che sia bene parlare di tipicità a proposito di quelle arti in cui si ha un riferimento esplicito all’uomo, al suo mondo, ai suoi comportamenti. Ci aiuta a delimitare questo ambito la definizione aristotelica del fatto tragico come “mimesi di una azione”. […] Quando diciamo mimesi non pensiamo (né lo pensava d’altra parte Aristotele) ad una piatta imitazione di fatti accaduti, ma alla capacità produttiva di dar vita a fatti che per la loro coerenza di sviluppo appaiano verosimili; dove dunque la legge di verosimiglianza è legge strutturale, di ragionevolezza logica, di plausibilità psicologica.