Umberto Eco, Apocalittici e integrati – p. 155

Si aggiunga che poi, di solito, il moralista apocalittico non arriva neppure all’analisi delle strutture del prodotto. Più che “leggerlo” si rifiuta di leggerlo e lo condanna come “illeggibile”; più che sottoporlo a giudizio si rifiuta di giudicarlo, e lo inquadra piuttosto in una presunta “Totalità” che concorre in partenza a rendere negativo il prodotto.